EMILIA-ROMAGNA
La storia: Dall’alto dei suoi 436 metri, Montebello domina elegante la valle del Marecchia e dell’Uso, offrendo anche al visitatore più esigente un affascinante percorso tra storia, arte e natura. Il castello è tristemente famoso per un fatto di cronaca diventato leggenda. La fortezza è legata alla storia di Azzurrina, una bambina di soli cinque anni che scomparve misteriosamente nel nulla. La presunta presenza del suo fantasma attira ancora oggi curiosi e visitatori. Il suo vero nome era Guendalina, figlia di un certo Ugolinuccio o Uguccione, feudatario di Montebello nel 1375, fu la protagonista di un triste fatto di cronaca. Era il 21 giugno di quel lontano anno quando, nel nevaio della vecchia Fortezza, la bimba scomparve e non venne mai più ritrovata. La penna di un raccoglitore di storie del XVII secolo fermò così, su carta, quella che, ormai, era già una leggenda: Azzurrina. “… aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini …” Da qui, dunque, deriva il soprannome di Azzurrina e la sua suggestione, da un ‘vero’ fenomeno che, se visto più da vicino, si scopre risultato di una tinta venuta male, perché la bambina nacque, in realtà, con capelli bianchi: albina. La diversità dell’altro è una cosa che non di raro spaventa l’uomo, oggi come un tempo. Il sospetto poi, portato all’estremo, conduce a volte, a credere in estremi rimedi. Eliminare il diverso e con esso ciò che rappresenta, può essere visto come una soluzione. Fu allora, per difendere (o nascondere) la figlia che i genitori le tinsero i capelli, ma il bianco dell’albinismo non trattiene il colore, reagisce al pigmento diventando azzurro. Ecco spiegato lo ‘strano’ caso e l’appellativo ad esso legato. Si narra che a causa del suo aspetto, veniva tenuta nascosta all’interno del castello per proteggerla dalle accuse di stregoneria. Una notte, durante il solstizio d’estate del 1375, imperversava un violento temporale e la bambina giocava con la sua palla di pezza per le stanze del castello, sempre sorvegliata a vista da due guardie personali. Improvvisamente la palla rotolò giù nei sotterranei e cadde nella ghiacciaia (un pozzo profondo chiuso da un’unica botola e senza altre vie d’uscita). Improvvisamente le guardie udirono un urlo straziante, ma accorse sul luogo dell’accaduto, presso la ghiacciaia, non trovarono nulla: la bambina era svanita, di lei non rimase alcuna traccia e non venne mai più ritrovata. Ma cosa spinge tanta gente a percorrere le tortuose strade della millenaria rupe, per giungere in fine alla Rocca di Mons Belli? Per scoprirlo riprendiamo il nostro manoscritto seicentesco e continuiamo a leggere: “… e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel sotterraneo cunicolo si faccia ancora sentire.” Siamo nel 1990, il Castello è aperto a Museo da appena un anno, ciononostante, la leggenda è già di dominio pubblico. C’è chi si schiera subito a sostenerla ciecamente, chi la contesta, molti la temono, altri la deridono, ma tutti ne parlano. Allora, il 21 giugno di quell’anno, tecnici del suono interessati a tali episodi effettuano le prime registrazioni. Le apparecchiature sono sofisticate. Tutte le frequenze vengono incise. In sede di studio si procede all’ascolto: tuoni, uno scrosciare violento di pioggia, poi…un suono. La leggenda continua a stupire studiosi e ricercatori, si aggiungono immagini negli anni successivi e le ricerche continuano. Ai turisti in visita alla Rocca vengono fatte ascoltare tutte le registrazioni. Le reazioni rimangono tuttora le più diverse, se non addirittura contrastanti. Ad alcuni sembra un pianto di bambina, ad altri una risata, molti dicono di sentirci una voce, di distinguerci una parola, tanti altri sostengono di non sentirci né più né meno che vento e pioggia nel temporale. Oltre alla visita diurna del castello, c’è anche la possibilità di effettuare la visita notturna, adatta ad un pubblico adulto. Non indicato per bambini. Si affronta soprattutto l’aspetto paranormale della rocca. Si trattano gli aspetti più truci ed oscuri del medioevo e dello svolgimento delle ricerche sul paranormale.



INFORMAZIONI UTILI
Indirizzo: Via Castello di Montebello, 7, 47825 Poggio Torriana RN.
Come arrivare: In Auto: Uscita Rimini Nord – S. Arcangelo di Romagna, seguire le indicazioni per Torriana e proseguire per Montebello. In Treno: Dalla stazione di Rimini, autobus n.9 o treno regionale fino alla stazione di S. Arcangelo di Romagna.
In autobus: Dalla stazione di S. Arcangelo di Romagna, autobus n.166.
Orario visite: Orario Estivo: Diurno: Dal 1 Giugno al 15 Settembre, tutti i giorni escluso il Lunedì, dalle 14.30 alle 19.00. Agosto aperto anche lunedì 07, 14, 21, 28. Notturno: Giugno il Venerdì, Sabato e Domenica. Luglio e Agosto: Tutte le sere escluso il Lunedì. Agosto anche lunedì 07, 14 , 21, 28. Settembre: 01, 02, 03, 08, 09, 10, 16, 23, 30. Dalle 21.30 alle 23.00 solo su prenotazione. Bambini ammessi dai 11 anni. Dal 16 Settembre al 31 Maggio. Visite Diurne: Ogni Sabato, Domenica e Festivi dalle 14.30 alle 18.00 escluso 25 Dicembre Notturno: Sabato sera dalle 21.30 alle 23.00 solo su prenotazione.
Bambini ammessi dai 11 anni.
Prezzo biglietto: Visite diurne: 8 €, bambini gratis, gruppi da minimo 25 persone 6 €, scuole 5 €. Visite notturne: 15 €.
informazioni e immagini reperite da: https://www.castellodimontebello.com

















